Dovrebbero raccoglierli in uno scatolone una cinquantina dei temi svolti alla maturità dai nostri figli. Così, a campione, come si dice in termini statistici: nord, centro, sud e isole comprese. Dovrebbero poi leggerli ad alta voce in una seduta straordinaria del Parlamento a Camere congiunte. Tutti presenti e attenti però, non spersi chissà dove o sbracati a curiosare nell’ ipad.
I giovani, la crisi e i destini del mondo.
Leggervi tutto lo sfacelo, il panico, il terrore che abbiamo rovesciato sulle spalle di ragazzi di 17/18 anni. Non di venti anni come recitava la traccia: ‘ché a quell’età, tra i 17 anni e i 20 anni c’è un abisso. Non lo sanno coloro che le hanno scelte quelle tracce? Non se lo ricordano più?
Ascoltare una ad una le parole d’Italia e riflettere su quelle, non sulle prossime elezioni, perché spesso ci chiediamo come possano andare avanti in tutt’altre faccende affaccendati “là dentro” e non capire.
Ho il vago sospetto che non capiscano perché non sanno. Una cinquantina di temi, a campione. Io intanto me la sbrigo con fratellini e sorelline più piccole, quelli delle medie, i miei della 3D domani avranno gli orali. Chissà che troveranno loro per traccia alla maturità tra 5 anni. Ho letto anche i loro piccoli temi e lo sfondo è uguale. Sospetto, diffidenza e paura. Facciamoci un applauso. Tutti quanti. Noi qua fuori e loro lì dentro. Prima di ributtarmi nelle carte, negli scrutini, nella media millesimale del voto, nel terrorizzante circolo dei promossi con quanto e dei bocciati perché.
Facciamoci un applauso leggendo frase dopo frase. “Io non lo so cosa farò da grande…non so a che serve laurearsi..meglio il professionale? Mio fratello è andato via”. “Mia sorella, che ha la maturità, la laurea e che non fa nulla, papà non conosce nessuno, perchè se non conosci nessuno mica lavori e penso: io no..io voglio fare la parrucchiera, non il liceo.” E il panico mi prende, non so a voi, onorevoli deputati.
Ve lo consiglio, onorevoli deputati. Per capire il perché di quelle 5stelle, di quelle 5lacrime sulla nostra pelle.
Un campione di 50 temi basterebbe. I giovani, il futuro e la crisi. Non come la vedete voi ma come, se posso permettermi, non l’avete mai vista né vissuta. Come la vede chi la mangia e la respira e si prende tutte le gelate appena germoglia e la siccità al momento del raccolto. E come ributtiamo indietro a calci di parole assurde chi
tenta di farsi avanti, magari da solo, peggio se da solo. Ma chi ti credi di essere? Piccolo presuntoso. Non so se nel centro di Roma vale come nella periferia di Palermo. Ho il sospetto di sì.
Mila Spicola
grazie a Ernesto Ruffini per lo spunto musicale…